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Questa profonda crisi che ha colpito il mercato occidentale in riferimento alle difficoltà di approvvigionamento e del trasporto marittimo da e verso i mercati asiatici ha avuto inizio nell’agosto del 2020.
Tra le principali cause dell’attuale congestione del traffico marittimo rientra sicuramente la pandemia corrente. Il Covid-19, diffusosi progressivamente in ogni angolo del globo, ha avuto u. impatto considerevole sulle singole economie degli stati colpiti da tale situazione.
Il tutto è coinciso con il periodo di pandemia, nel quale molte aziende, vedendosi chiudere per un periodo indeterminato, ha cercato di posticipare (o annullare) l’acquisto e la spedizione della merce proveniente dai mercati orientali, al fine di evitare esborsi di denaro ed acquisto di materiale in un momento nel quale non vi erano orizzonti di riaperture delle attività.
Le compagnie navali, al fine di ottimizzare i carichi ed i costi, hanno deciso di concentrare le partenze, sopprimendo diverse tratte e riducendo molte altre, al fine di evitare viaggi con navi cargo semi vuote. Tutto ciò ha causato enormi danni economici e diverse compagnie navali hanno dovuto chiudere, incapaci di fronteggiare le spese di manutenzione delle loro flotte.
A partire da agosto 2020 il mercato ha ricominciato progressivamente a riprendere, specialmente l’export verso gli stati uniti tuttavia, al contrario del mercato europeo dove il ricambio di containers è piuttosto veloce, negli USA la consegna dei vuoti risulta molto più lenta, a causa principalmente della conformazione geografica di quel continente. Tutto ciò ha causato una progressiva diminuzione dei vuoti rientranti in Cina.
Questa situazione si è trascinata fino ad ora dove, oltre ad un numero di ridotto di compagnie navali che sono resistite alla pandemia, si unisce una mancanza di disponibilità di containers direttamente in Cina. Tutto ciò ha comportato un aumento esponenziale dei costi di trasporto marittimo, aumento che si è reiterato in tutto il 2021.
Sono presenti anche altre forme di trasporto extra-UE, come quella via treno o via aerea; tuttavia, presentano entrambi degli svantaggi rispetto al trasporto navale, essendo più costosi e non esenti problema della mancanza di containers.
In questo momento sembra, e sottolineiamo sembra, vi sia una leggera diminuzione dei costi ed un parallelo affievolimento dei disagi nel trasporto: speriamo sia sintomo di un ritorno “alla normalità”. L’unica strategia attuabile, in questo momento, è di effettuare una valutazione complessa e continua delle variabili in gioco, effettuata con esperti di settore che sono in grado di anticipare eventuali problemi e consigliare gli importatori sulle strategie migliori da tenere.